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di Kira Garfagnoli

Non solo caratteri
Non so quanti di voi si siano mai domandati se le lettere di un alfabeto, oltre a formare le parole si possano utilizzare come elementi decorativi. Esistono designer, artisti e grafici che pensano di si e che con estrema originalità e maestria hanno prodotto esempi di come un carattere possa avere un ruolo differente nella comunicazione da quello che tutti gli attribuiamo.

Molti dei caratteri, o font nel gergo più comune, che utilizziamo per scrivere e che siamo abituati a vedere stampati, sono stati ideati e realizzati in epoche differenti e sempre con molta cura e attenzione per i dettagli. Ripercorrendo la storia tornando indietro anche di qualche secolo in parti del mondo molto lontane fra loro, troviamo esempi di come si sia prestata un’attenzione particolare nel disegnare caratteri che non fossero solo utili per comunicare parole, ma anche sensazioni ed emozioni. Tra quelli più riconoscibili ci sono i geroglifici (Immagine 1), i simboli della scrittura orientale, quelli della scrittura araba (che per il rispetto delle proprie regole religiose, non potendo rappresentare figure umane, hanno assunto maggiormente un ruolo ornamentale). La cura nel dettaglio nel realizzare un alfabeto è un elemento comune a tanti popoli, i Romani stessi (Immagine 2) non lasciarono nulla al caso, ma rispettarono un’idea di equilibrio e un disegno geometrico ben preciso, tanto è che ogni lettera entra perfettamente in un quadrato o ne è l’esatta metà. A partire dallo stile romano sono stati studiati caratteri di ogni genere utilizzati ancora oggi, alcuni molto lineari, altri invece con grazie e fregi più evidenti.

Pian piano sono stati aggiunti elementi nuovi nella scrittura come il corsivo, le lettere minuscole, la funzione della lettera iniziale maiuscola come ornamento della pagina molto usata nel Medioevo (Immagine 3), mentre nel nord si è diffuso lo stile gotico, un insieme complesso di caratteri molto poco spaziati tra loro, elegante, ma di difficile lettura. Le tecniche di scrittura sono ancora molto lontane da quelle usate in tempi moderni, lo scalpello e la pietra, poi il pennello e il pennino con la carta sono state per secoli gli unici strumenti utilizzati.

Nell’era del computer le cose sono cambiate, anche se poi per molti scrivere a mano resta una forma d’arte e un piacere da coltivare. Con l’invenzione della stampa verso la metà del 1400 si torna ad uno stile semplice e lineare nel design dei caratteri vista la complessità del processo tipografico, le tecniche utilizzate allora sono per noi lontane anni luce: lettere realizzate con metalli fusi, assemblate a mano pagina per pagina, imbevute di inchiostro e pressate sulla carta, immaginate quanto lavoro c’è stato per poter realizzare il primo libro stampato. È solo verso la fine del ‘700 con la rivoluzione industriale che si iniziano a vedere lastre in metallo e ancora più tardi nasce la tecnica di stampa su nastro continuo di carta in bianca e volta, fino ad arrivare a tempi più recenti in cui prende piede l’editoria elettronica con tutti i cambiamenti del caso, quindi assemblaggio delle pagine da stampare effettuato su software creati appositamente, controllo più veloce di refusi e correzioni in tempo reale, velocità di stampa e possibilità di aumentare le tirature ecc.

Chi disegna caratteri oggi ha vita certamente più facile rispetto ai predecessori di epoche lontane, ma in ogni caso il metodo con cui vengono realizzati è una costante che non è mutata nel tempo, l’attenzione e la cura nel dettaglio, la ricerca dell’originalità e il rispetto delle proporzioni sono sempre le stesse.
Ci sono artisti che preferiscono utilizzare vecchi metodi o ancora meglio mischiare una lavorazione manuale con tecnologie e materiali moderni e ci sono grafici o designer che sperimentano l’uso delle lettere per realizzare motivi decorativi usati poi nei poster, nelle copertine di libri, come simboli per loghi e in tanti altri modi, come potete vedere dagli esempi inseriti in queste pagine. (Immagine 4 e 5)

Una dimostrazione di come si possa fare di un insieme di lettere un’opera d’arte ce la fornisce l’irlandese Denis Brown (www.quillskill.com), che ha iniziato immergendosi per anni nello studio di tecniche di grafia del passato tra antichi manoscritti, trasformando la sua conoscenza in una interpretazione contemporanea dell’uso del testo. Ogni suo lavoro è frutto di esperimenti in cui lettere, colori e materiali si amalgamano in modo del tutto naturale dando luce a pezzi d’arte originali e estremamente interessanti, oltre che per molti, piacevoli da guardare (Immagine 6).

È entusiasmante vedere come alla fine qualsiasi cosa può essere trasformata in arte e come un elemento che per molti ha un significato specifico, ad esempio una lettera, per altri diventa qualcosa di diverso a seconda di come viene usato. Probabilmente il segreto è guardare sempre le cose con occhi nuovi, saper osservare i dettagli e soprattutto vedere al di là del muro a cui siamo abituati ad appoggiarci...

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Kira Garfagnoli
k.garfagnoli@comtaste.com
Illustratrice, pittrice, decoratrice, grafica, web designer, ha una passione per la comunicazione in tutte le sue espressioni.
Inizia come autodidatta per poi frequentare corsi di specializzazione all’estero, facendo del suo interesse per i viaggi, un modo per crescere anche professionalmente.
Ha avuto esperienze come docente (IED) e come libera professionista, attualmente è Creative Director per Comtaste.