Eye Tracking: Caso studio - Analisi dell'interazione con il sito www.youtube.com

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di Silvia Gilotta e Raffaella Calligher

Il www, oggi, è un mondo senza troppi limiti, un mondo che fornisce grandi possibilità di espressione, permettendo di essere presenti online in svariati modi. È un mondo che sostiene la multimedialità, ovvero la forma di comunicazione che più ci appartiene e che grazie alle innovazioni tecnologiche può essere facilmente riprodotta attraverso i canali mediatici, come Internet, consentendo di esprimerci come ci è più consono.
YouTube è il sito web che permette di manipolare gli audiovisivi: si possono cercare e fruire video di varia natura, ma si possono anche caricare i propri video, condividendoli e contribuendo così allo sviluppo di YouTube stesso. È il web 2.0, che consente di essere presenti in modo attivo, senza più essere solo spettatori passivi.

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Home page You Tube

Sembra tutto molto bello. Ma è davvero così? Oppure anche YouTube, come molti altri siti web, mostra dei problemi di usabilità? È infatti importante che, oltre a fornire le opportunità che promette, un sito web le renda visibili, facili da capire e da raggiungere. Tali opportunità devono essere a portata di utente, altrimenti è come se non ci fossero. L’interfaccia deve quindi fornire tutte le facilitazioni affinché l’azione dell’utente sia sostenuta e ottimizzata. Il vantaggio di Internet è infatti indubbio, ma non sempre concreto.

Per verificare l’effettiva usabilità del sito YouTube, abbiamo effettuato un test con l’eye-tracking, lo strumento che rileva i movimenti oculari, mettendo così in pratica quella corrente di pensiero che, nell’analisi dell’usabilità, pone al centro l’utente, la sua esperienza, ascoltandone la voce ma, soprattutto, seguendone lo sguardo! Al di là delle verbalizzazioni, di altri strumenti come i questionari o il cognitive walkthrough, i quali possono risentire di alcuni bias, avere a disposizione i dati forniti dall’eye-tracking permette di indagare ciò che effettivamente viene guardato e catturato dalla nostra attenzione, quindi processato in modo consapevole
Il setting sperimentale, altamente ecologico, rende l’interazione naturale, lasciando gli utenti liberi di navigare e cercare come farebbero sul loro computer.

Task 1: ricerca di canali
Ai soggetti coinvolti nel test è stato chiesto di effettuare una ricerca, partendo dalla home page. In particolare, si è richiesto di cercare il canale della società sportiva A.C.Milan. Innanzitutto, si può analizzare l’impatto visivo della home page osservare la distribuzione delle fissazioni durante i primi 5 secondi.

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Hot spot 5 secondi ricerca canale

Si può notare come la maggior parte delle risorse attentive cada esattamente nell’area dei “Canali”, nella barra superiore, dove è presente anche la barra del search.

Questo è sicuramente un aspetto positivo, in quanto significa che l’elemento da cercare è presente sulla home page ed è anche ben visibile.

La stessa evidenza emerge dall’analisi di alcuni percorsi: pur effettuando navigazioni differenti, l’area della barra superiore è sempre osservata e vi si concentrano la maggior parte delle fissazioni effettuate nei primi 5 secondi.

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Percorsi 5 secondi ricerca canale

Le difficoltà si presentano successivamente, durante la vera e propria ricerca. Sulla home page ci sono due modi per cercare i canali:

1. Cliccare sulla barra il tasto “Canali”
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Modalità ricerca canali 1

2. Scrivere direttamente il nome da cercare e selezionare canali dal menù a tendina a destra del box di ricerca.
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Modalità ricerca canali 2

Ma la differenza è solo apparente: pur cliccando il tasto “Canali” dalla barra menù (1), è indispensabile anche scegliere “Canali” dal menù a tendina poiché rimane selezionato automaticamente “Video”. Si effettua così un passaggio inutile oltre al fatto che l’operazione ti manda su una pagina di dubbia appartenenza dato che nessuna etichetta si evidenzia.
In tutti i casi è necessario scrivere nel box e selezionare “Canali” dal menù a tendina. Durante il nostro test, il 60% dei soggetti ha cercato secondo la modalità 1, il 40 % secondo la modalità 2. Di questo 60%, la totalità ha commesso errori nella ricerca. Anche la metà del 40% ha sbagliato la ricerca. Dunque, solo il 20% del campione totale ha portato a termine la ricerca senza errori, scrivendo il nome e selezionando “Canali” dal menù a tendina. Oltre alla bassa percentuale di successo, anche i tempi e il numero delle pagine visitate durante la ricerca mostrano chiaramente quanto sia poco usabile questa funzione.

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Tempi di ricerca in media (secondi)
Numero pagine visitate nella ricerca

In conclusione, la ricerca dei canali non è per niente facile ed intuitiva.

Innanzitutto la maggior parte dei soggetti non sa esattamente cosa significhi cercare canali su YouTube. Fortunatamente il tasto “Canali” è ben visibile e questo aiuta nell’individuazione del primo step. Purtroppo, se da un lato l’impatto visivo del sito web è buona, dall’altro la ricerca vera e propria non è priva di ostacoli. Le quattro etichette poste sulla barra superiore, (Home page, Video, Canali, Community) non sono ben differenziate tra di loro, di conseguenza, durante la ricerca, non forniscono feedback sufficientemente efficaci che aiutino l’utente a capire dove si trova.
Inoltre, il vero passaggio discriminante è la selezione di “Canali” dal menù a tendina a destra del box “cerca”, che rimane automaticamente selezionato su “Video”, facendo commettere molti errori e passaggi. Queste difficoltà sarebbero facilmente evitabili se si progettasse l’interfaccia in modo usabile, coinvolgendo i soggetti fin dalle prime stesure di prototipi. Perchè occhi degli utenti non sbagliano mai.

I test di eye-tracking sono stati svolti nei laboratori milanesi di SR Labs (www.srlabs.it) appositamente per Usermatter(s).

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Silvia Gilotta
silvia.gilotta@srlabs.it
Laureata in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni con la tesi in Ergonomia focalizzata sulla progettazione di esperienze utente basate sull’User Centred Design e con un Master di I livello in Ergonomia presso il COREP di Torino, ha iniziato nel 2006 la collaborazione con SrLabs s.r.l. di Milano come responsabile del settore “eye-tracking research and scientific instruments”. A ottobre 2006 ha vinto il concorso per il Dottorato di Ricerca in Psicologia Applicata ed Ergonomia (XXII ciclo) presso l’Università degli Studi di Torino.

Raffaella Calligher
raffaella.calligher@srlabs.it
Laureata in Psicologia dello sviluppo e della comunicazione con tesi in Psicologia della comunicazione e dei nuovi media, incentrata sull’usabilità dell’interazione con siti web strumentali, web, è approdata nel 2007 alla Srlabs s.r.l. di Milano proprio per sviluppare il proprio lavoro di tesi. Il rapporto lavorativo continua, come il suo interesse per il mondo della HCI e dell’User Centred Design, oltre che per la psicologia cognitiva in generale. Attualmente sta svolgendo il tirocinio post-laurea, occupandosi di alcuni progetti in ambito psicologico e di usabilità.