Didattica 2.0: l’utente al centro dell’esperienza di apprendimento

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di Francesco Federico - francesco.federico@gingercraft.biz

Albert Bandura, già a metà del secolo scorso, aveva capito quanto è importante la socialità nell’apprendimento. Nella sua teoria dell’apprendimento sociale, infatti, sottolineava come cognizioni, emozioni, rappresentazioni e valutazioni del discente, potessero essere stimolate ed utilizzate per guidarlo in un percorso di apprendimento. Queste teorie “antiche” assieme ad un nuovo rapporto tra studente e professore, che portano il P2P nella formazione e trasformano il professore in “primum inter pares”, rappresentano un modo inedito ed efficace di fare formazione.

Come noto il Web 2.0 sta entrando anche in azienda, prendendo il nome di Enterprise 2.0, in quanto in tanti nell’ambiente business stanno comprendendo le potenzialità di questo nuovo approccio culturale supportato da nuovi strumenti tecnologici. Il business non è però l’unico campo di applicazione in cui poter declinare il Web 2.0, anche la formazione se ne può avvantaggiare notevolmente.

La più grande sfida per chi oggi fa formazione non è quella di insegnare nozioni ai propri alunni, in quanto queste sono quasi sempre obsolete già nel momento stesso in cui le si insegna e se non lo sono, lo saranno ben presto. La vera sfida è insegnare ad imparare. Il docente, con un rapporto di “primum inter pares” dovrebbe guidare gli alunni attraverso un percorso che insegni loro a scoprire il mondo e ad adattarsi ai continui cambiamenti.

Si calcola che nei prossimi tre anni verrà generata dall’uomo una quantità di conoscenza pari a quella generata da tutta l’umanita sino ad oggi. Un dato impressionante che deve far riflettere in primo luogo, come detto, sull’importanza del metodo di analisi più che sulla quantità di informazioni “imparate a memoria” dallo studente e, in secondo luogo, fa capire che l’organizzazione della conoscenza sarà un tema di primo piano nel prossimo futuro, nel quale sarà sempre più urgente fare emergere, tra i tanti, i contenuti di qualità.

Uno dei pionieri di questo nuovo approccio è Andreas Formiconi, Professore Associato di Informatica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Firenze, che all’inizio dei suoi corsi presenta ai suoi studenti il suo modo di intendere le lezioni e l’insegnamento. La sua attività didattica ruota attorono alla “blogo-classe”, che è composta (ma non limitata) dall’insieme dei blog del professore e degli studenti (ogni studente deve crearne uno, a meno che non l’abbia già). Questo insieme di blog e di presenza persistente online consente ai vari soggetti di interagire tra loro in modo dinamico e fluido, abbattendo distanze, tempi e timori riverenziali.

La blogo-classe resta in ogni caso saldamente ancorata al mondo fisico, in quanto gli studenti possono sempre contare sulla presenza fisica del professore in Università così come possono seguire lezioni frontali e seminari “tradizionali”. La blogo-classe è quindi un’estensione, non una sostituzione, dell’attuale modo di insegnare che, tuttavia, conosce un inedito rovesciamento culturale, come lo stesso Prof. Formiconi scrive:

“La prima cosa che un insegnante deve fare in una nuova blogo-classe è di creare un’atmosfera nella quale tutti percepiscano il valore della condivisione come il motore fondamentale delle attività di apprendimento: l’insegnante insegna ma chiunque può divenire insegnante non appena ha imparato qualcosa. La lezione frontale ed il seminario sono gli strumenti adatti a creare questa atmosfera. Un buono schema può essere una o due lezioni frontali all’inizio del corso e magari uno o due seminari verso la metà del corso congegnati con l’obiettivo di mettere in risalto il valore della condivisione. Sono questi gli elementi fondamentali che conferiscono salute e vitalità alla blogo-classe.”

Il Wiki, ad esempio, può essere utilizzato per salvare la conoscenza che, all’interno di una classe, il professore vuole infondere ai propri studenti in modo dinamico. Anzichè consegnare dispense statiche, in cui le informazioni sono “imposte”, calate dall’alto da una fonte che non sempre ne sa più degli studenti, il wiki consente anche ai ragazzi di integrare le informazioni aggiungendo e correggendo i contenuti in modo semplice ed immediato.(Immagine 1)

E’ quindi chiaro che anche nella “Formazione 2.0”, esattamente come nell’Enterprise 2.0, la prima vera rivoluzione è culturale e, solo dopo, intervengono le tecnologie a supporto di un rinnovato modo di intendere l’apprendimento; tecnologie che possono essere le più disparate. Oltre a quelle già citate ricordo la piattaforma Moodle, un Course Management System Open Source che può essere usato essenzialmente in due modi: come supporto online ad un’attività didattica che si svolge offline, oppure come piattaforma di e-learning in cui tutte le attività didattiche sono svolte online.

Merita infine di essere citato anche Second Life che, soprattutto nel campo dell’apprendimento linguistico, si sta dimostrando un interessantissimo strumento didattico che, già teorizzato da David Kolb negli anni ‘80, prende il nome di apprendimento esperenziale in quanto i discenti apprendono vivendo un’esperienza, in larga parte facendo uso del metodo induttivo.(Immagine 2)

I principali vantaggi di questo approccio sono:

• Ruolo attivo dell’alunno
• Si fa leva sull’abitudine già consolidata di apprendere dall’esperienza (metodo induttivo)
• Apprendimento veloce
• Potenziamento del problem solving
• Stimolazione alla collaborazione

Risultati estremamente positivi si sono avuti anche nello sviluppo di percorsi formativi nell’arte, grazie a ottime riproduzioni di opere d’arte visitabili in Second Life. (Immagine 3)

Le possibilità offerte oggi al mondo della formazione sono quindi tante e molte ancora in fase di sperimentazione, viviamo quindi un momento ideale per aprirci a nuove modalità di insegnamento ed apprendimento, a condizione di aver voglia di mettersi in discussione ed essere aperti al cambiamento.

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Francesco Federico
francesco.federico@gingercraft.biz
Imprenditore e blogger che ama definirsi Innovation Producer perchè capace di sintetizzare le sue conoscenze in ambiti diversi, generando idee nuove e trasformandole in realtà. Partner di GingerCraft, società specializzata nello sviluppo di strategie di marketing crossmediale, nella quale si occupa di Project Management e R&D nell’ambito mobile, Web 2.0 e Second Life. Collabora, tra gli altri, con Appunti Digitali (blog di HWUpgrade) e Webnews.