CREATIVE STUFF

CONSIDERAZIONI

Problematiche del mondo moderno
E’ un dato di fatto ormai che da tempo la tecnologia è parte integrante della nostra quotidianità. Tutti abbiamo a che fare oggi con computer, cellulari, lettori MP3, televisori al plasma, macchine fotografiche digitali, satellitari, telecamere e soprattutto tutti conviviamo con il fantastico universo di Internet.

Non sono più le ultime generazioni a sfruttare le novità tecnologiche, ma anche genitori, nonni e bambini, per questo motivo è nata l’esigenza di inventare design accattivanti per computer portatili (così come si fa per una poltrona o per un qualsiasi complemento di arredo), interfacce incredibili per mondi virtuali, siti accessibili e giochi che utilizzano una grafica al pari dei film della Walt Disney Pictures. Diventa quindi importante anche il modo in cui si “vestono” prodotti e servizi.  L’attenzione per i dettagli, le scelte dei materiali, dei colori e delle forme, che prima erano concetti tenuti in considerazione quasi esclusivamente da designer per progetti come mobili, macchine, tessuti, utensili e accessori di vario genere, oggi sono entrati a far parte anche dell’area più strettamente legata alla tecnologia. L’ Industrial designer del ventunesimo secolo si trova a realizzare modelli di lampade da tavolo tanto spesso quanto a progettare monitor o mouse.

Questa presenza così massiccia di oggetti e servizi tecnologici nelle nostre vite non ha toccato solo la parte di progettazione dei contenitori, ma anche dei contenuti perciò qualcosa è cambiato anche per i web/graphic/interface/multimedia designers.

Sicuramente, a livello di comunicazione, è aumentata la necessità di studiare soluzioni che rendano i prodotti in questione usabili da tutti i punti di vista, se pensiamo ad un cellulare ad esempio tutti vorremmo che fosse maneggevole, ma con una forma accattivante e soprattutto un’interfaccia semplice che ci permetta di sfruttarne al meglio le potenzialità. Per questo il menù di navigazione deve essere concepito per facilitare l’accesso ai singoli servizi anche alle persone meno pratiche.

C’è chi sostiene, e non sbaglia, che al mondo esistano tre categorie di persone che usano la tecnologia in modo differente:

  • gli “entusiasti”, quelli che sono talmente eccitati dallo strumento tecnologico in sé, che non prestano attenzione al fatto che questo possa essere facile o difficile da utilizzare, perché potranno anche non dormire per giorni per capire come funziona tanta è la passione;
  • i “professionisti”, quelli che utilizzano gli strumenti per necessità e che hanno come unico desiderio che funzionino per ciò per cui sono stati creati; non sono quasi mai quelli che comprano gli strumenti, ma sono quasi sempre coloro che poi devono utilizzarli quotidianamente sul lavoro;
  • i “consumers”, tutti quelli che non sono innamorati della tecnologia di per sé, ma che comprano uno strumento perchè potrebbe loro semplificare la vita, e proprio per questo non vogliono perdere tempo a capire come funziona, devono essere in grado di utilizzarlo in pochi minuti altrimenti non lo comprano, non lo usano o peggio lo riportano indietro.

Questa terza categoria di persone è la stessa che viene presa maggiormente in considerazione da chi progetta e realizza una qualsiasi interfaccia, che sia per un sito o per la navigazione di un DVD, ed è di conseguenza anche quella che spesso mette a confronto i graphic o web designer con i tecnici o sviluppatori.
E qui viene il bello!

Per una mente creativa non è sempre facile capire e, una volta capito, accettare tutti i limiti della tecnologia, disegnare su un supporto cartaceo o realizzare un progetto che poi andrà in stampa è molto diverso dal disegnare, progettare e realizzare un sito web o l’interfaccia per un’applicazione. In questo caso ci sono tante piccole e grandi cose a cui prestare attenzione per poter seguire alla lettera tutte le regole di usabilità, fruibilità, fattibilità ecc. ecc. per questo a volte la parte “grafica” viene un po’ penalizzata o comunque sacrificata e a quel punto, ahimè, noi creativi non siamo soddisfatti del nostro lavoro fino in fondo, perchè ci sembra sempre che il risultato finale sia diverso da quella che era la nostra proposta iniziale. Ovviamente questo non vuol dire che non esistano delle interfacce accattivanti o siti web interattivi con effetti speciali interessanti, si possono sempre trovare soluzioni alternative che mettano d’accordo grafica e tecnologia, anche se a volte con qualche difficoltà.

Per quello che riguarda la mia esperienza diretta come grafica posso dire che l’ostacolo più grande quando si lavora su progetti molto “tecnici”, sta nel tipo di approccio che si deve avere per poter rispettare quelle che sono le regole più comuni nella realizzazione, ad esempio, di siti o interfacce interattive, che potrebbero comunque utilizzare differenti tipi di tecnologie e quindi avere anche limiti diversi da dover superare, spesso i creativi non sono molto ferrati in materia di software e codici, per questo non pensano che ci possano essere delle difficoltà pratiche nella realizzazione di quello che loro hanno disegnato in Photoshop. A volte però uno dei problemi più grandi è l’atteggiamento di molti sviluppatori: chi scrive codice non presta molta attenzione a quella che è la parte di comunicazione del prodotto perché la cosa principale è il suo funzionamento, poi, nel caso, se avanza del tempo, si può sempre aggiungere qualche colore o qualche bottone qua e là per rendere il tutto più piacevole alla vista … sbagliato! Non è così che si dovrebbe procedere nella realizzazione di prodotti/servizi per la categoria dei consumer, di certo non pensando ognuno alla propria parte separatamente.

È ovvio che il servizio/prodotto deve, come prima cosa, fare quello per cui è stato realizzato al meglio, ma è altrettanto ovvio che, in un epoca in cui esistono milioni di prodotti e servizi, la parte di comunicazione diventa fondamentale. Immagini e codice devono essere uniti e perfettamente amalgamati (passatemi il termine) per poter garantire un ottimo prodotto da tutti i punti di vista, un prodotto completo a cui non mancano funzionalità ed estetica.

Mi è capitato spesso di leggere annunci di lavoro, soprattutto all’estero, in cui si richiedevano figure professionali come web designer a cui però veniva richiesta anche la conoscenza di base o avanzata dei più diffusi linguaggi di programmazione, da un lato mi sembra improbabile che a tutti possa interessare approfondire una parte molto tecnica quando sia ha un’indole creativa, ma è anche vero che bisognerebbe per lo meno documentarsi e conoscere le basi di come funzionano siti web o  interfacce per cellulari se si vuole progettare la parte di comunicazione in settori dove la tecnologia è padrona di casa. Non è sempre facile tenersi aggiornati su tutto vista la velocità con cui le grandi case produttrici di software propongono nuovi modi di sviluppare applicazioni, proprio per questo la massima interazione fra le diverse figure professionali è importante. Il progetto su cui si lavora deve seguire un iter molto semplice: una volta individuate le informazioni principali quali tipologia (sito web, applicazione, gioco interattivo ecc.), target di riferimento, tecnologia necessaria, supporto ottimale, a quel punto sviluppatori e grafici possono iniziare a lavorare passo dopo passo, insieme e  parallelamente alla realizzazione del prodotto finale, iniziando dalla parte di progettazione grafica, che deve necessariamente tenere presente quali sono i limiti preposti dalla tecnologia e dal supporto scelti, e tra questi quali sono insormontabili e quali invece hanno la possibilità di essere superati con delle alternative. Tutto questo è possibile farlo solo lavorando a stretto contatto, con la massima disponibilità a trovare insieme la strada migliore. Non può esistere, a mio parere, un tipo di approccio in cui uno dei due tende a dare poca importanza al lavoro dell’altro, in questo forse noi grafici siamo maggiormente penalizzati perché ancora oggi è troppo diffusa l’idea che essere creativi significa essere poco concreti, “fare disegnini”, perdere tempo in frivolezze, ancora oggi il ruolo dell’artista o grafico che sia, nella nostra cultura, è sottovalutato, ma forse in parte è anche colpa nostra perché spesso siamo noi stessi a non credere che ciò che facciamo sia troppo importante.

Un’altra difficoltà dei nostri giorni è quella di riuscire a distinguere un professionista con un minimo di esperienza e di conoscenza nel settore per cui si propone, da tutte quelle persone che ancora fanno confusione tra “l’aver sentito parlare di” e “l’aver studiato e provato sulla propria pelle”. Mi è successo spesso di parlare con qualcuno che pensava di essere un programmatore pur conoscendo solo le basi del linguaggio HTML, o di discutere con un grafico che credeva di poter progettare un sito web come se fosse una pubblicità per una rivista. Questo tipo di atteggiamento è una rovina per tutti quelli che hanno invece una reale professionalità ed è anche la causa di tanti scontri tra le diverse figure che lavorano all’interno di uno stesso progetto. Non bisogna mai sopravvalutare le proprie conoscenze, non si può credere di saper fare tutto solo perché si sa fare una cosa, si può invece imparare, confrontarsi, studiare, provare cose diverse e acquisire delle basi per poi approfondire ciò che si riesce a fare meglio. Esistono dei ruoli ben precisi, non è detto che uno sviluppatore sia capace di programmare con tutti i linguaggi esistenti, conoscerà bene quelli che ha utilizzato maggiormente o quelli che più lo hanno colpito, la stessa cosa vale per un creativo, non è detto che avendo realizzato la comunicazione per uno spot televisivo sappia anche ideare, progettare e realizzare una brochure aziendale. Sta ai professionisti fare la differenza in qualsiasi settore e sta ai potenziali clienti cercare di capire che la qualità dovrebbe essere più importante del resto e quindi non è sempre necessario accontentarsi.

CONSIGLI O BANALITÀ

Per questo mese, riassumendo un po’ il discorso fatto fin’ora, il mio consiglio per tutti è quello di avvicinarsi alla realizzazione di un progetto avendo:

  • la massima disponibilità nel comprendere le difficoltà altrui,
  • la capacità di superare i propri limiti,
  • la volontà di colmare eventuali lacune nella propria preparazione prima di attribuirsi un ruolo specifico,
  • la voglia di confrontarsi per superare limiti e difficoltà,
  • il massimo rispetto per il lavoro di tutti.

Direi che sono tutte cose che dovremmo fare in generale nella nostra vita.

INFORMAZIONI UTILI

Siti
http://www.bigspaceship.com/
Società americana che fa dell’interattività la propria missione, realizzando prodotti molto interessanti sia nel settore del marketing digitale che del video.

Libri
Designing Interactions
di Bill Moggridge

Hardcover: 800 pages
Publisher: The MIT Press; 1 edition (October 1, 2006)
Language: English
ISBN-10: 0262134748
ISBN-13: 978-0262134743
Product Dimensions: 9.3 x 7.9 x 1.6 inches
Shipping Weight: 3.8 pounds

http://www.designinginteractions.com/

Eventi
FITC Amsterdam
25-26 Febbraio 2008
Design. Technology. Cool Shit.

Appuntamento importante per chi ha voglia di scoprire come altri grafici e sviluppatori hanno realizzato prodotti interessanti superando limiti e difficoltà delle tecnologie scelte

http://www.fitc.ca/