Vettori dinamici in Illustrator

Immagini

Figrua 1 Figrua 2 Figrua 3 Figrua 4 Figrua 5 Figrua 6 Figrua 7

Anche se le capacità di disegno di Illustrator lo hanno posto come applicazione regina nel campo della vettorizzazione, sono molte le caratteristiche poco conosciute, ma ricche di potenzialità di una prodotto così complesso. Una di queste è senza dubbio la capacità di gestire alcune delle caratteristiche degli elementi tramite file XML esterni.

XML in vettoriale?
Sono quattro le caratteristiche collegabili in un file XML esterno: la visibilità di un elemento, il contenuto di un oggetto testo, il percorso di una immagine collegata (e conseguentemente, l’immagine stessa) e il set di dati di un grafico. Una volta creato uno di questi oggetti, usando gli strumenti più comuni, tramite il pannello Variabili (menu Finestra > Variabili), dal menu contestuale del pannello è disponibile la voce relativa alla caratteristica (le voci che appaiono cambiano a seconda della natura dell’oggetto).
Disegnata una forma chiusa semplice (nell’immagine una stella, figura 1), dal pannello variabili, con l’oggetto selezionato, è possibile attivare il menu contestuale “Crea visibilità dinamica”.
Così facendo, Illustrator collega la variabile “true” alla voce visibilità della forma. Allo stesso modo, creato un box di testo, tramite il pannello Variabili è possibile attivare la voce “crea testo dinamico”, per associare il contenuto del testo (ma non la formattazione) ad una variabile. Similmente, anche un' immagine collegata (attenzione, non incorporata!) può essere collegata alla variabile, tramite il comando “crea file collegati dinamici”, in modo da definire la variabile contenente il percorso locale dell’immagine presente nel file (Figura 2).
Una volta definite le tre variabili, è interessante osservare come il software presenti nel pannello le tre voci, affiancate da icone molto chiare (l’occhio per la visibilità, la lettera T per il testo, e una icona a grafico per le immagini).

Tutte le voci possono essere cancellate agendo sul tasto a forma di cestino, ed é ovvio che ad ogni oggetto possono essere associate più variabili, in particolare la variabile visibilità, che risulta molto versatile (Figura 3).

Definite le variabili per tutti gli oggetti, o per un gruppo di oggetti, è necessario creare un set di variabili: un clic sull’icona a forma di cartella in alto a sinistra del pannello fa apparire la scritta “set di dati 1” nel menu a tendina.

Il nome del set è liberamente editabile direttamente dal pannello (Figura 4).
Una volta definito il set, Illustrator è pronto per esportare il file XML tramite il comando, dal menu contestuale, “Salva biblioteca variabili”. Una finestra chiede di nominare il file da salvare e la posizione dove registrare il file (Figura 5).

Il file così ottenuto risulta molto facile da editare sia manualmente (con un editor di testo, nell’immagine è stato usato TextWrangler di Barebone Software, gratuito), che tramite una interfaccia dinamica via web, creata con Adobe Dreamweaver (Figura 6).
Una volta modificato il file XML, è necessario reimportarlo in Illustrator, tramite il comando Importa biblioteca di variabili.

A questo punto il programma avverte che esiste già un seti di variabili interne, e che è necessario sostituirle: una volta effettuata la sostituzione, è necessario aggiornare il set, selezionandolo dal menu a tendina nella parte in alto del pannello.

Il risultato rispecchierà tutti i cambiamenti effettuati nel file XML, con il nuovo testo, la nuova immagine (la visibilità della stella è stata lasciata inalterata, figura 7).

Conclusioni
L’esempio in questo post è volutamente semplicistico, e mira ad osservare quelle che sono le potenzialità di un comando spesso valutato dai media di comunicazione, che spesso di soffermano di più su comandi più di grido come Colore Dinamico. In un contesto di produzione pura, o meglio ancora all’interno di una realtà articolata e progettata per essere automatizzata il più possibile, anche con l’ausilio di programmi lato server, la possibilità di agire su alcune caratteristiche così basilari in un programma molto verticale come Illustrator non può che portare enormi benefici anche a grafici dal background molto classico, che possono così demandare molte funzioni a software esterni, e limitare il loro operato alla sola gestione dei file XML, invece che all’editing.

Infine, le variabili possibili che sono state esaminate in questo post sono solo tre delle quattro possibili. La quarta, relativa ai grafici, verrà esaminata in un post a parte, così da esaminarne meglio ogni singolo aspetto, data l’intrinseca difficoltà e sfacettatura, soprattutto rispetto alle altre, assai più semplici e versatili.